31 Luglio 2021
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BERRETTI e VINO

02-03-2020 13:43 - Itinerari
Sono noioso se vi ripeto che tra le mie passione ho anche l'amore per il vino ? si ? allora non insisto. Vi dico solo che in questo caso sono stato in Puglia e ovviamente ho bveuto un ottimo vino della regione Puglia.
La Puglia presenta una superficie vitata estesissima, pari a quasi 110.000 ettari, la maggior parte dei quali in pianura esposta ai venti sapidi provenienti dal mare. Questo la rende la seconda regione italiana per ettari di viti, superata solo dalla ben più estesa Sicilia. Qua si producono 4 DOCG, 28 DOC e 6 IGT. I vini pugliesi hanno origini antichissime: la viticoltura era già diffusa in questa zona nel VIII secolo a.C. ai tempi della colonizzazione greca, e ci sono testimonianze di Plinio il Vecchio e Tibullo che dimostrano come il vino pugliese fosse conosciuto e apprezzato anche nell’Antica Roma. Dopo un lungo periodo buio cominciato con il declino dell’Impero Romano, la viticoltura pugliese è rinata nel XVII secolo, salvo poi venire pesantemente colpita dal flagello della fillossera che ha devastato i vitigni europei nel XIX secolo, in seguito al quale la produzione, faticosamente riavviata, si è attestata su criteri quantitativi, a scapito della qualità. Tuttavia negli ultimi anni questa regione ha conosciuto un cambiamento drastico della sua produzione enologica, passata in breve tempo dall’essere caratterizzata da rese altissime di vini soprattutto da taglio (grazie al loro carico di colori e profumi molto intensi, anche se non sempre eleganti) a rese molto più contenute di vini di elevata qualità. Anche l’alberello, la tradizionale forma di allevamento della vite nelle regioni calde del sud, è oggi quasi completamente sostituito dalla spalliera, più moderna e spesso anche più adatta a produrre frutti qualitativamente migliori.
- Foggia: in provincia di Foggia, nella parte settentrionale della regione, le viti più diffuse sono il sangiovese, il montepulciano, il bombino nero, il trebbiano toscano ed il bombino bianco. Non va dimenticato l’autoctono nero di Troia, col quale si producono vini potenti, caldi ed avvolgenti. Le DOC di questa zona sono la San Severo e la Cerignola
- Bari: il Nero di Troia trova forse la sua massima espressione in provincia di Bari, dove nella versione Riserva da origine alla DOCG Castel del Monte Nero di Troia Riserva, insieme alle nuove DOCG Castel del Monte Rosso Riserva e Bombino Nero. Anche l’aglianico sa esprimersi bene in queste zone, assieme ai più diffusi vitigni internazionali. Nelle DOC Gravina, Locorotondo e Martinafranca si producono poi bianchi di spessore, utilizzando verdeca, bianco d’Alessano e malvasia bianca lunga
- Salento: nella penisola salentina i vitigni più diffusi sono i locali negroamaro e primitivo, con i quali si ottengono vini poderosi, adatti spesso anche ad un invecchiamento medio-lungo grazie alla spiccata tannicità e potente struttura, sempre accompagnate da una ben ferma vena acida. Oltre a questi non va dimenticata la malvasia nera di Brindisi. Il Primitivo di Manduria, nella versione Dolce Naturale, ha ottenuto la quarta DOCG della regione. La Puglia è dunque una delle regioni italiane che attualmente sta conoscendo più di altre una forte rivoluzione vitivinicola, che in poco tempo l’ha portata ai vertici qualitativi della produzione enologica mondiale. I suoi rossi avvolgenti, i bianchi importanti, ma anche i sorprendenti rosati, stanno facendo il giro del mondo, conquistando sempre più i mercati europei e quelli d’oltreoceano.


Am I boring if I repeat to you that among my passions I also have a love of wine? Yes ? then I don't insist. I only tell you that in this case I was in Puglia and obviously I drank an excellent wine from the Puglia region.
Puglia has a very large vineyard area, equal to almost 110,000 hectares, most of which are on the plain exposed to savory winds from the sea. This makes it the second Italian region for hectares of vines, surpassed only by the much larger Sicily. Here 4 DOCG, 28 DOC and 6 IGT are produced. Apulian wines have very ancient origins: viticulture was already widespread in this area in the 8th century BC. at the time of the Greek colonization, and there are testimonies of Pliny the Elder and Tibullus showing that the Apulian wine was known and appreciated also in Ancient Rome. After a long dark period that began with the decline of the Roman Empire, Apulian viticulture was reborn in the seventeenth century, only to be severely affected by the scourge of phylloxera which devastated European vines in the nineteenth century, following which the production, laboriously restarted, it settled on quantitative criteria, at the expense of quality. However, in recent years this region has undergone a drastic change in its wine production, which in a short time has gone from being characterized by very high yields of wines especially for cutting (thanks to their load of very intense, though not always elegant colors and scents) to much lower yields of high quality wines. Even the sapling, the traditional form of vine growing in the warm southern regions, is now almost completely replaced by the more modern and often more suitable espalier to produce better quality fruit.
- Foggia: in the province of Foggia, in the northern part of the region, the most common vines are the Sangiovese, the Montepulciano, the black bombino, the Tuscan Trebbiano and the white bombino. We should not forget the autochthonous Nero di Troia, with which powerful, warm and enveloping wines are produced. The DOC of this area are San Severo and Cerignola
- Bari: Nero di Troia perhaps finds its maximum expression in the province of Bari, where in the Riserva version it gives rise to the DOCG Castel del Monte Nero di Troia Riserva, together with the new DOCG Castel del Monte Rosso Riserva and Bombino Nero. Aglianico knows how to express itself well in these areas, together with the most popular international vines. In the DOC Gravina, Locorotondo and Martinafranca, thick whites are then produced, using verdeca, white d'Alessano and long white malvasia
- Salento: in the Salento peninsula the most common vines are the Negroamaro and primitivo, with which powerful wines are obtained, often suitable also for medium-long aging thanks to the marked tannins and powerful structure, always accompanied by a firm firm vein . In addition to these, the black malvasia of Brindisi should not be forgotten. The Primitivo di Manduria, in the Dolce Naturale version, obtained the fourth DOCG in the region. Puglia is therefore one of the Italian regions that is currently experiencing more than others a strong wine-growing revolution, which in a short time has brought it to the top of the world wine production. Its enveloping reds, important whites, but also the surprising rosés, are traveling around the world, conquering more and more European and overseas markets




¿Soy aburrido si te repito que entre mis pasiones también me encanta el vino? si? entonces no insisto. Solo te digo que en este caso estuve en Puglia y obviamente bebí un excelente vino de la región de Puglia.
Puglia tiene un área de viñedos muy grande, equivalente a casi 110,000 hectáreas, la mayoría de las cuales están en la llanura expuesta a los salados vientos del mar. Esto la convierte en la segunda región italiana en hectáreas de viñedos, solo superada por la mucho más grande Sicilia. Aquí se producen 4 DOCG, 28 DOC y 6 IGT. Los vinos de Apulia tienen orígenes muy antiguos: la viticultura ya estaba muy extendida en esta área en el siglo VIII a. C. en el momento de la colonización griega, y hay testimonios de Plinio el Viejo y Tibulo que demuestran cómo el vino de Apulia era conocido y apreciado incluso en la antigua Roma. Después de un largo período oscuro que comenzó con el declive del Imperio Romano, la viticultura de Apulia renació en el siglo XVII, solo para verse gravemente afectada por el flagelo de la filoxera que devastó las vides europeas en el siglo XIX, después de lo cual la producción, laboriosamente reiniciado, se decidió por criterios cuantitativos, a expensas de la calidad. Sin embargo, en los últimos años, esta región ha experimentado un cambio drástico en su producción de vino, que en poco tiempo se ha caracterizado por rendimientos muy altos de vinos especialmente para el corte (gracias a su carga de colores y aromas muy intensos, aunque no siempre elegantes) a rendimientos mucho más bajos de vinos de alta calidad. Incluso el retoño, la forma tradicional de cultivo de vid en las regiones cálidas del sur, ahora se reemplaza casi por completo por el espaldero más moderno y, a menudo, más adecuado para producir fruta de mejor calidad.
- Foggia: en la provincia de Foggia, en la parte norte de la región, las viñas más comunes son el Sangiovese, el Montepulciano, el bombino negro, el Trebbiano toscano y el bombino blanco. No debemos olvidar el autóctono Nero di Troia, con el que se producen vinos potentes, cálidos y envolventes. Los DOC de esta zona son San Severo y Cerignola.
- Bari: Nero di Troia quizás encuentra su máxima expresión en la provincia de Bari, donde en la versión Riserva da lugar al DOCG Castel del Monte Nero di Troia Riserva, junto con el nuevo DOCG Castel del Monte Rosso Riserva y Bombino Nero. Aglianico sabe cómo expresarse bien en estas áreas, junto con las viñas internacionales más populares. En el DOC Gravina, Locorotondo y Martinafranca se producen blancos gruesos, utilizando verdeca, blanco de Alessano y malvasia blanca larga.
- Salento: en la península de Salento, las vides más comunes son el Negroamaro y el primitivo, con el que se obtienen vinos potentes, a menudo adecuados también para el envejecimiento medio-largo gracias a los taninos marcados y la estructura potente, siempre acompañados de una veta firme y firme. . Además de estos, la malvasía negra de Brindisi no debe olvidarse. El Primitivo di Manduria, en la versión Dolce Naturale, obtuvo el cuarto DOCG en la región. Por lo tanto, Puglia es una de las regiones italianas que actualmente está experimentando más que otras una fuerte revolución vitivinícola, que en poco tiempo la ha llevado a la cima de la producción mundial de vino. Sus rojos envolventes, blancos importantes, pero también los rosados ​​sorprendentes, viajan por todo el mundo, conquistando cada vez más los mercados europeos y extranjeros.



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